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La Vitea cura di
Su più piani, infatti, si sviluppano le colture orticole, le colture arboree (gli agrumi) ed alla sommità dei pergolati la vite. Queste sono portate a 4-5 metri d’altezza sulla verticale dei pergolati ed ivi allevate a pergola o a spalliera, con enorme dispendio di lavoro ed energia. La Campania di certo è stata zona di elezione per la vite da molti secoli, introdotta dai Greci e diffusa dai Latini, il vino prodotto in' Campania Felix' era rinomato nel mondo classico. Dopo un periodo nel quale si è rischiato di perdere questa tradizione, finalmente la produzione vitivinicola locale sta tornando a livelli di eccellenza grazie all’impegno di imprenditori lungimiranti ed all'azione della Regione Campania che ha divulgato e promosso l’introduzione delle Denominazioni di Origine Controllata. Il territorio della Penisola Sorrentina e dei Monti Lattari possiede una propria Denominazione d’Origine Controllata per il vino detta "Penisola Sorrentina" che si contraddistingue in tre sottozone:
I vitigni che caratterizzano questi vini sono: l’Aglianico, lo Sciascinoso, il Piedirosso, la Falanghina ed il Biancolella . Esiste, in ogni caso, una notevole quantità di vitigni locali che sono una risorsa genetica importantissima per la viticoltura campana e che sono oggetto di classificazione ampelografica. Le migliori recensioni ai vini sorrentini e campani in genere sono state fatte da Plinio, Galeno, Stradone, Columella e più di recente da Mario Soldati, pertanto qui ci limitiamo a descriverne le caratteristiche produttive. Il Sorrento bianco nasce in prevalenza da uve Falanghina, con la presenza di uve Biancollella e Greco; è ammessa la presenza di uve non aromatiche della zona. Il colore è paglierino, più o meno intenso, il profumo delicato, asciutto ed armonico al palato. Il Sorrento rosso nasce in prevalenza da uve Piedirosso con minor presenza di Sciascinoso o Aglianico, più eventuali altre uve rosse autoctone. Il colore è rosso rubino ed al palato si presenta asciutto e giustamente tannico.
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